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Due notizie dall’Eccellenza Campania raccontano l’identità del calcio dilettantistico della regione: la Polisportiva Gricignano 1974 scommette su un portiere cresciuto nel vivaio del Napoli, mentre la Costa d’Amalfi sceglie la continuità confermando il suo allenatore storico. Storie diverse, ma con un filo comune: l’orgoglio di costruire dal basso con elementi radicati nel territorio.
Andrea Pirone non è un portiere qualunque. Nato nel 2004, ha vissuto la sua formazione nel vivaio del Napoli fino al punto da ricevere una convocazione in prima squadra ai tempi di Gennaro Gattuso in panchina — un riconoscimento che dice tutto sul suo potenziale. Dopo quel momento, il percorso di maturazione lo ha portato al Pompei in Serie D e poi all’Albanova in Eccellenza, dove ha affinato le sue qualità. Ora arriva alla Polisportiva Gricignano 1974 sotto la guida del tecnico Dino Pezzella, fortemente voluto dal presidente Cav. Andrea Lettieri: un portiere moderno, con struttura fisica, riflessi e qualità con i piedi ereditate dalla scuola napoletana. A 22 anni, ha ancora tutto da costruire ma già basi solide su cui farlo.
Sulla Costiera Amalfitana, la Costa d’Amalfi ha scelto la stabilità. Marco Cestaro, descritto come un «costiero doc» e già capitano storico del club, è confermato sulla panchina per il campionato 2026-27: il messaggio della società è perentorio — «Ancora Insieme». Cestaro non è arrivato dall’esterno: ha guidato le giovanili del club prima di assumere la prima squadra, e il suo legame con la realtà della Costa d’Amalfi è profondo e genuino. Il presidente Nicola Savino e il direttore tecnico Alfonso Contaldo hanno scelto di costruire il futuro sull’identità, rifiutando le tentazioni di cambiamenti ad ogni costo. Una filosofia rara nel calcio dilettantistico, dove spesso si cambia allenatore come si cambia maglia. La Costa d’Amalfi ha detto no a quella cultura, e la conferma di Cestaro ne è la dimostrazione più concreta.