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L’Ascoli è alle porte del momento più importante della stagione e il presidente Bernardino Passeri vuole tutta la città al fianco della squadra. In occasione di una cerimonia che gli ha conferito la cittadinanza onoraria di Montegallo, borgo dei Monti Sibillini patria di sua madre — «Adesso sì, adesso sono ufficialmente un Piceno» —, Passeri ha caricato l’ambiente in vista degli ultimi playoff che valgono la promozione in Serie B.
«Ci aspettano due sfide all’ultimo centimetro»: così il presidente bianconero ha sintetizzato la posta in palio nel finale di stagione, usando un’espressione che trasmette tutta la consapevolezza della difficoltà — ma anche la fame di farcela. Passeri ha poi lanciato un appello diretto alla piazza: «Al nostro ritorno, quello stesso popolo sarà uno stadio», evocando l’immagine di una città intera che si stringe attorno alla squadra nei momenti che contano.
L’Ascoli è arrivato fino a questo punto della postseason dopo aver eliminato il Catania in semifinale — vincendo 4-0 all’andata — dimostrando di essere una squadra capace di alzare il proprio livello quando la posta in gioco è massima. Tornare in Serie B sarebbe un risultato straordinario per una piazza storica del calcio marchigiano, che nel professionismo ha le proprie radici più profonde.
Fondato nel 1898, l’Ascoli Calcio ha vissuto stagioni importanti in Serie A e Serie B, diventando uno dei club più rappresentativi del Centro Italia. La discesa in Serie C aveva fatto male, ma la risposta del club e dei tifosi è stata esemplare. Ora la Serie B è a due partite. Passeri — imprenditore romano con un legame sempre più profondo con il territorio piceno — ha scelto di celebrare quella cittadinanza onoraria come un punto di non ritorno: «Adesso sono uno di voi». E con questo spirito, l’Ascoli proverà a prendersi la promozione.