Primavera 1. La Fiorentina torna campione d’Italia dopo 43 anni: Parma battuto 2-1 nella finale al Viola Park

Quarantatré anni. Tanto ha dovuto aspettare la Fiorentina per tornare a sollevare lo Scudetto Primavera. Il 28 maggio 2026, al Rocco B. Commisso Viola Park di Bagno a Ripoli, i viola hanno battuto il Parma per 2-1 in una finale intensa, decisa nel finale di partita e non priva di polemiche. L’ultimo titolo della categoria risaliva alla stagione 1982-83: un’attesa interminabile, spezzata da una generazione di talenti cresciuti nel vivaio fiorentino. È il quarto Scudetto Primavera della storia del club.

La partita: rigore contestato, colpo di testa e rimpianto Parma

La finale è rimasta in equilibrio per oltre un’ora, con il Parma — neopromosso in Primavera 1, alla sua prima stagione nel massimo campionato giovanile — che ha tenuto testa ai viola senza demeritare. La svolta è arrivata al 73′: calcio di rigore per la Fiorentina, molto contestato dalla panchina ducale, trasformato da Riccardo Braschi. Un momento che ha innescato le proteste del tecnico del Parma Nicola Corrent, convinto dell’irregolarità della decisione arbitrale.

Ma la Fiorentina non si è fermata: all’83′ Nicolas Kouadio ha staccato di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, firmando il 2-0 e mettendo virtualmente in cassaforte il titolo. Il Parma ha trovato il gol della bandiera nel finale con Danilo Mikolajewski, ma non è bastato per riaprire la partita. Fischio finale: la Fiorentina è campione d’Italia Primavera.

I protagonisti: Braschi, Kouadio e Mikolajewski

Riccardo Braschi è il volto più rappresentativo di questa Fiorentina giovanile. Nato a Firenze il 24 agosto 2006 (19 anni), centravanti di 190 cm cresciuto interamente nel vivaio viola, ha chiuso la stagione di Primavera 1 con 17 gol e 5 assist in 27 partite — numeri da capogiro per un ragazzo della sua età. Il suo profilo è già noto agli addetti ai lavori: fisico imponente, abilità nel gioco spalle alla porta, istinto del gol. I media italiani lo hanno paragonato per stile a Cavani. Non è rimasto un nome solo sul taccuino degli scout: il 12 marzo 2026 ha già assaporato la prima squadra, esordendo in Conference League contro il Raków Częstochowa. Contratto fino al 2027, con opzione biennale: la Fiorentina se lo tiene stretto.

Nicolas Kouadio, classe 2006 di nazionalità ivoriana, gioca difensore ma nella finale ha dimostrato di saper essere decisivo anche in zona gol. Il suo colpo di testa all’83’ ha chiuso la partita ed è valso il titolo di MVP della finale: riconoscimento meritato per un ragazzo che nell’arco della stagione si è distinto per compostezza, lettura del gioco e capacità aerea. Figura già stabilmente nei radar della prima squadra viola.

Dall’altra parte, Danilo Mikolajewski — polacco, nato il 24 gennaio 2006 a Nienburg (Germania) — ha firmato il gol della speranza per il Parma ma non è riuscito a cambiare le sorti della gara. Centravanti con una continuità offensiva notevole, è al Parma Primavera dal 2023 e ha firmato di recente un rinnovo fino al 2030. Il suo valore di mercato è già stimato a 500.000 euro: la finale persa lascia l’amaro in bocca, ma il futuro di questo ragazzo si preannuncia luminoso.

Galloppa, l’uomo del destino: una Fiorentina che guarda al futuro

Dietro questo trionfo c’è il lavoro certosino di Daniele Galloppa, classe 1985, ex centrocampista con un passato tra i professionisti e oggi tecnico di assoluto valore nel panorama del calcio giovanile italiano. Entrato nello staff viola nel 2020, ha guidato prima l’Under 17 e poi — dal 2023 — la Primavera, costruendo un gruppo capace di vincere anche la Coppa Italia di categoria nel 2024. Lo Scudetto 2026 rappresenta il coronamento di un percorso fatto di pazienza, identità di gioco e fiducia nei giovani. La stampa fiorentina lo ha ribattezzato «l’uomo del destino»: un soprannome che, a questo punto, difficilmente gli verrà tolto.

La Fiorentina ha perso la finale dell’anno scorso contro l’Inter. Stavolta ha fatto un passo in più, regalando alla città di Firenze un titolo che mancava da quando il mondo era un posto molto diverso. Una vittoria per il settore giovanile, per il Viola Park e per tutti quei bambini che ogni mattina si allenano sognando di diventare il prossimo Braschi.

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