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La ASD Città di Campagna 1919 non tocca ciò che funziona. Dopo il trionfo nel campionato di Eccellenza Campania Girone B, la società ha scelto di confermare senza esitazioni la guida tecnica che ha portato il club a quella vittoria: Mario Pietropinto resterà in panchina come allenatore della prima squadra, affiancato dal suo storico vice Roberto Tommasiello. Una coppia che ha costruito un’identità precisa, un modo di giocare riconoscibile, e ha consegnato alla città di Campagna uno dei momenti più belli della sua storia calcistica recente.
Mario Pietropinto non è arrivato alla guida del Città di Campagna per caso. Il suo percorso nel calcio campano lo ha portato a maturare una visione del gioco e della gestione del gruppo che si è rivelata perfettamente in sintonia con l’ambiente di Campagna, città in provincia di Salerno con radici profonde nel calcio dilettantistico campano. Le parole scelte dalla società per descrivere il suo contributo sono eloquenti: «identità, carattere e ambizione». Non si tratta solo di risultati — sebbene la vittoria del campionato parli da sola — ma di un cambiamento culturale che Pietropinto ha saputo imprimere alla squadra. Quando un allenatore lascia questi tre elementi in eredità a un gruppo, vuol dire che ha lavorato bene. La conferma per la stagione 2026-27 è il riconoscimento di tutto questo. Roberto Tommasiello, il suo vice, è stato descritto dalla società come una «figura importante» nel percorso verso il trionfo, un professionista che ha lavorato nell’ombra con «passione, competenza e dedizione». Nel calcio, il vice allenatore è spesso la figura più invisibile, eppure il più indispensabile: prepara le sedute, studia gli avversari, gestisce i rapporti quotidiani con i giocatori. Tommasiello ha fatto tutto questo — e lo ha fatto bene.
Nel calcio dilettantistico italiano, la tentazione di cambiare dopo un successo è paradossalmente forte: c’è chi pensa che un nuovo allenatore porti nuova energia, chi cede alle lusinghe di qualche nome più blasonato sul mercato. La Città di Campagna 1919 ha resistito a queste tentazioni, scegliendo la via maestra della continuità. E lo ha fatto con una consapevolezza precisa: il campionato vinto è stato costruito su un’idea di gioco e su un gruppo umano che hanno bisogno di tempo per consolidarsi. Rompere questo equilibrio sarebbe stato un errore. Con Pietropinto e Tommasiello confermati, la squadra arriverà alla prossima stagione con le stesse certezze con cui l’ha conclusa: conoscenza reciproca tra allenatore e giocatori, schemi ormai interiorizzati, fiducia costruita sul campo. Per un club che vuole alzare ulteriormente l’asticella nel campionato campano, è il punto di partenza migliore possibile.