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L’Ars et Labor Ferrara non si arrende e punta tutto sul ripescaggio in Serie D. Il club emiliano — erede spirituale della gloriosa SPAL — sta esplorando ogni canale possibile per ottenere un posto nel campionato di quarta serie 2026-27. Il General Manager Bruno Pradines ha annunciato la sua intenzione di recarsi personalmente a Roma per incontrare i vertici della Lega Nazionale Dilettanti e presentare la candidatura del club: «Col presidente Marengo ci siamo dati appuntamento a Roma per seguire da vicino la questione ripescaggi». Un impegno diretto ai massimi livelli, segno di quanto sia alta la posta in gioco.
Il calendario federale è chiaro. La prima scadenza da tenere d’occhio è il 16 giugno, termine per le iscrizioni alla Serie C, dopo cui si definirà il numero preciso di posti vacanti disponibili per il ripescaggio nelle categorie inferiori. Le domande ufficiali per la Serie D potranno poi essere presentate tra il 3 e il 10 luglio 2026, con la decisione finale della Co.Vi.So.D prevista per il 28 luglio. Il costo dell’operazione ammonta a circa 100.000 euro totali: 24.000 per l’iscrizione, 31.000 di fideiussione e 50.000 di contributo straordinario. Una cifra impegnativa, ma che il club ferrarse sembra disposto a sostenere pur di tornare nel calcio che conta.
La dirigenza dell’Ars et Labor non si affida solo alla propria candidatura, ma conta anche sul contesto generale: le possibili defezioni nelle categorie superiori — club che non riescono a iscriversi per problemi finanziari o infrastrutturali — aumentano il numero di posti disponibili per i ripescaggi. È una variabile che ogni estate ridisegna la mappa del calcio dilettantistico italiano, e il club di Ferrara lo sa bene. Con il supporto diretto della dirigenza, i canali istituzionali aperti e una storia calcistica pesante da spendere, l’Ars et Labor si presenta all’appuntamento di luglio con ambizioni concrete.