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La Reggina si avvicina alla svolta. La trattativa tra il presidente uscente Antonino Ballarino e l’imprenditore italo-americano Matt Rizzetta per il passaggio di proprietà del club amaranto è entrata nella fase decisiva: secondo quanto riportato da SerieD24, «l’intesa è stata sostanzialmente raggiunta» e mancano soltanto le ultime formalità burocratiche prima dell’annuncio ufficiale. A breve Rizzetta terrà una conferenza stampa a Reggio Calabria per presentare la propria visione strategica.
Quarantadue anni, newyorkese di origini pugliesi — i nonni emigrarono da Monteleone di Puglia negli anni Cinquanta — Matt Rizzetta è il fondatore e presidente di North Sixth Group, holding con cui ha costruito un portafoglio sportivo internazionale che comprende già il Campobasso FC (portato dalla Serie D alla Serie C), il Napoli Basketball nella massima serie italiana, il Donna Roma nel calcio femminile e un’espansione nel campionato canadese con il CPL Quebec. Il filo conduttore di tutti questi investimenti è la sua filosofia: scommettere sugli underdog, sui club con storia e radici, che hanno bisogno di visione più che di soli capitali.
Rizzetta ha già dimostrato al Campobasso di saper mantenere le promesse: ha investito circa 10 milioni di euro per ricostruire il club dalla quinta divisione fino alla Serie C, senza mai snaturarne l’identità. Ora punta a fare lo stesso con la Reggina, club con una tifoseria appassionata e una storia che merita palcoscenici ben più alti della Serie D. Ha già rassicurato sull’autonomia dei due club: «opereranno in piena autonomia, senza ripercussioni economiche o gestionali reciproche».
Una volta perfezionato il closing, Rizzetta conta di costruire «una struttura dirigenziale solida e moderna, con figure professionali qualificate, sia di esperienza che giovani». In parallelo, è già prevista una campagna di marketing internazionale per valorizzare il brand Reggina a livello globale, con partnership con personalità e attori internazionali. Un approccio che ricorda quello già sperimentato con il Campobasso, che in pochi anni è diventato un caso di studio nel calcio dilettantistico italiano.