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Il mondo del calcio italiano piange Antonio Trebiciani, detto Tonino, scomparso all’età di 88 anni. Allenatore e uomo di football di straordinaria carriera, Trebiciani ha lasciato un segno indelebile soprattutto nella storia della Roma, dove ha guidato la Primavera in un ciclo di successi rimasto unico e irripetibile. Mercoledì 25 luglio sarà celebrato il funerale alle ore 15:00 presso la Chiesa di Regina Pacis.
Il nome di Trebiciani è inseparabile dalla Roma Primavera degli anni Settanta. In quel periodo, alla guida del settore giovanile giallorosso, ha conquistato tre Scudetti Primavera (tra il 1973 e il 1978) e due Coppe Italia Primavera consecutive (1973 e 1975), rendendosi protagonista del periodo più vincente del calcio giovanile romanista. Ma il contributo più prezioso è quello umano: sono stati allenati da lui, o comunque plasmati in quel settore giovanile, calciatori come Bruno Conti, Agostino Di Bartolomei e Claudio Ranieri. Tre icone del calcio italiano, tre carriere straordinarie che portano anche la firma di un tecnico capace di vedere il talento prima degli altri. Cresciuto calcisticamente nel vivaio della Lazio, Trebiciani aveva poi intrapreso la carriera in panchina passando per la Lazio femminile, l’Ostiense e il Centro San Tarcisio prima dell’approdo alla Roma.
Il momento più sorprendente della carriera di Trebiciani arrivò nella stagione 1972-73, quando fu chiamato a rilevare il grande Helenio Herrera sulla panchina della Roma in Serie A. Una responsabilità enorme, gestita con equilibrio: sotto la sua guida, in sei partite il club raggiunse quattro pareggi e due sconfitte, contribuendo alla salvezza del club giallorosso. Dopo la Roma, Trebiciani continuò ad allenare al Rieti (1979), al Latina (1980-82) e all’Ostiamare (1982-84), chiudendo un percorso da tecnico tutto radicato nella sua terra. Il genero Claudio Tortolano lo ricorda così: «Era un allenatore vivace, capace di creare coesione di gruppo con la sua arguzia».